Paglione- Covreto- Corbaro (Val Veddasca)

Data della gita: 28 febbraio 2021
Difficoltà escursione : E
Tempi di percorrenza:

1h15′ S.Anna, 1h45′ Paglione, 2h10′ Corveto, 2h35′ Corbaro, 3h10′ Monterecchio, 3h50′ Cangili. 2h di sosta a Cangili. Discesa 22′. Tempo totale impiegato 6h06′

Dislivello: 750m
Lunghezza del percorso: 11,6km
Percorso: Biegno- sent.145- Sant’Anna- Monte Paglione- Covreto- Sasso Corbaro- Passo Fontana Rossa- Monterecchio- Cangili (pausa pranzo)- Biegno
Accesso alla località di partenza Laveno- Luino- Maccagno- Val Veddasca- Biegno
Partecipanti:

6: Andrea (capogita), Chiara, Dario, Domenico, Eleonora, Ezio.

Meteo:

inizialmente coperto e fresco poi sereno e limpido, tiepido al sole.

Escursione del CAI Laveno Mombello in Val Veddasca organizzata da Andrea sfruttando l’ultimo giorno in zona gialla per poter realizzare una gita ufficiale CAI. Il CAI di Laveno è, tradizionalmente, orientato verso le escursioni nelle valli ossolane ma ora bisogna restare in Lombardia quindi andiamo alla riscoperta della Val Veddasca, unica area della provincia di Varese che presenta le caratteristiche della medio montagna. Andrea propone il frequentatissimo trittico di vicine cime di confine (Paglione, Covreto e Corbaro) raggiungibili su facili percorsi e panoramicamente appagante. Le vie più frequentate provengono dalla Forcora mentre noi partiamo da Biegno.
Al ritrovo siamo in 6 e, raccolte le autocertificazioni, richieste dal CAI in tema pandemia, partiamo con 3 auto. Raggiunto Biegno parcheggiamo lungo la strada in prossimità dell’imbocco della strada per Cangili. Iniziamo il cammino sulla strada (sentiero 110) che sale a Cangili sotto un cielo grigio. Ad un tornante deviamo a destra seguendo le indicazioni per Sant’Anna. Prendiamo il sentiero 145 che risale tagliando i pendii della montagna e attraversando prima il torrente della Val Frigera e quindi il torrente Ri dopo il quale sconfiniamo in territorio elvetico. Risaliamo in una valle dove calpestiamo la prima neve che, comunque, è portante e non si sprofonda anche senza ciaspole. Raggiungiamo la radura sul colle che ospita la chiesa di Sant’Anna che dispone di locali adibiti a rifugio come da tradizione, infatti l’edificio originario fu costruito attorno al 1400 e si trovava sulla mulattiera che costituiva l’unica via di comunicazione tra Indemini e il locarnese e lo resterà fino al 1920. Ricompattato il gruppetto riprendiamo la salita sul sentiero 144 che sale al Paglione in un bosco di betulle. La via è battuta e non si sprofonda. In prossimità del culmine del monte il bosco finisce e si aprono ampie panoramiche sul lago e le cime circostanti sotto un cielo che, nel frattempo, si è liberato dal grigiore regalando un azzurro intenso. Dal pianoro della cima del Monte Paglione, che segna il confine, scendiamo brevemente alla sella, in territorio elvetico, da cui risaliamo alla cima del Covreto, punto più elevato di giornata. Dopo le foto di vetta riprendiamo la marcia scendendo alla sella dove, tornati in territorio italiano, saliamo alla vicina cima del Sasso Corbaro. La neve che, fin qui, era compatta ora, a causa delle ore di soleggiamento, perde consistenza e, a volte, si sprofonda. La discesa a Monterecchio può essere fatta o sulle varie tracce innevate, o sulle lingue di terreno sgombro da neve. Ognuno di noi si sceglie la via e, qualche scivolata sulla neve o sul paglione non danno problemi. Raggiungiamo il borgo di Monterecchio tra i numerosi escursionisti provenienti dalla Forcora e proseguiamo sulla pista battuta. Al bivio successivo deviamo a sinistra, sempre su pista forestale innevata, verso Cangili. Poco dopo scompare il manto nevoso e sulla terra battuta arriviamo al borgo di Cangili dove amici ci aspettano per un’improvvisata polentata all’aperto. Dopo il caffè ringraziamo per l’ospitalità e prendiamo la via del rientro sulla strada che scende a Biegno. Deviamo su un percorso che, probabilmente, è la mulattiera originale che scende a Biegno chiudendo l’anello.

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